Un record, e vanno bene anche quelli. L’importante è essere gioiosi e consenzienti, poi se lo fai con un colapasta in testa, travestito da topolino o se ti piace farti dare nerbate sui testicoli, sono meravigliosamente affari tuoi.

Il cambiamento è in atto

La liberazione sessuale, quella che fa diventare una troia una donna generosa è in atto. Non ve ne rendete conto ma è in atto. Certo è un processo lento, faticoso, un percorso che altri stanno  già facendo, come gli omosessuali. La cosa assurda è che per le donne è più difficile, perché c’è, oggettivamente un universo maschile che le vede volentieri relegate e sottomesse. Ed è proprio la promiscuità sessuale della donna, in primis,  che porta libertà.

Tiziana ci insegna

Un blogger, in merito alla triste vicenda di Tiziana Conte, la giovane donna che aveva girato dei filmini hard e li aveva mandati agli amici che li avevano diffusi sul web facendoli diventare un tormentone, ha detto una cosa importante.

Ricordiamo che la pressione della gente e del web portò Tiziana al suicidio. Bene, quel blogger scrisse: L’unica colpa di Tiziana è stato il non avere il coraggio di essere troia.

Il coraggio, aggiungiamo noi, di essere quello che siamo, senza vergogna. Siamo troie perché ce lo dicono gli altri. Non perché lo crediamo noi. Siamo liberi, e la vera libertà non è nel fare la troia, ma nell’esserlo e gridarlo al mondo.

Lo striscione fa ridere

E allora il sessismo diventa una cosa curiosa. Lo striscione del Lugano mi fa ridere. Dunque per me non è sessismo. La pubblicità della mamma che pulisce le orme infangate del figlio adolescente appena entra in casa, col figlio che manco se la caga, mi fa incazzare. L’altra con la mamma principessa della casa che scaccia i germi…anche. Questo è sessismo. Relegare le persone in un ruolo che noi abbiamo stabilito. Le tette, la figa il culo o il cazzo, eh si, anche lui poverino, non sono sessismo, sono il nostro sesso, (con le dovute proporzioni).

Parlare di figa coi soci, se lo fai con allegria e rispetto è sacrosanto, stessa cosa se lo fa mia moglie con le amiche, mai penserei che è sessista per questo.

Qual’è l’origine della Montanara?

Il concetto lo trovi anche nella parola negro. Io sento i ragazzi di colore che da noi si chiamano negro: “ciao negro!” ma guai se glielo dici tu. Loro hanno l’orgoglio di essere troie, ma non glielo devi dire tu. Sono usciti da un ghetto dove il negro era lo schiavo, il servo, e ribadiscono la loro negritudine.

Come i tifosi dell’HCAP.

Ma che cazzo stai dicendo? Sono negri? No, aspettate un attimo.

La sapete l’origine della montanara? La cantò una volta il lugano, per prendere in gitro la tifoseria avversaria e denigrare la loro montagnitudine. L’HCAP lo  fece diventare un inno, e ora fa venire la pelle d’oca a tutti noi, perché sappiamo cosa significano quelle parole.

Come sappiamo che cosa vuol dire il “negro” dei neri ticinesi.

Ecco, cerchiamo di fare qualcosa, tutti, sia maschi che femmine, cerchiamo di essere liberi, felici e… meravigliosamente troie.

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