Ho quasi quarant’anni. Non amo troppo il codice penale, ma un codice personale l’ho sempre rispettato. Quelle quattro o cinque regolette da seguire per fare in modo che anche un disadattato come me possa camuffarsi in questa società. Sono proprio quattro o cinque, facili facili. Non assumere droghe più forti della cannabis. Non assumere cannabis o alcol prima delle 18, o almeno non prima di aver finito le cose da fare quel giorno. Cedere il posto sul bus a vecchi, sciancati e spastici. Non chiamarli vecchi, sciancati e spastici in pubblico. Non stare mai dalla parte di Massimiliano Robbiani. Oggi infrangerò una di queste regole, proprio l’ultima. Eh sì, il capogruppo Plr e sindaco di Comano Alex Cashmere Farinelli ha scritto alla presidenza del Gran Consiglio chiedendo che si dia una regolata al comportamento dei deputati. Meno chiasso, non si interrompono gli altri, si alza la mano, non si mangia sul banco e, udite udite, ci si presenta “abbigliati in modo consono (evitando polo e pullover ad esempio)”. Ecco, qui mi verrebbe da bestemmiare, ma una neointrodotta regola (conseguenza di alcuni abbonamenti rescissi) mi impedisce di porcamadonnare sulle pagine del Diavolo. Sì, avete sentito bene. Alex Risvoltino Farinelli ce l’ha proprio con le abitudini da guardaroba di Robbiani. Il quale, a onor del vero, ha già risposto a tono: “Il mio pullover, in ogni caso, non me lo toglierà nessuno. Non sono e non sarò mai un colletto bianco”. No!!! Ti prego Max no, nessuno ti vuole togliere il pullover, per l’amor di dio tienitelo addosso che il tuo culetto bianco lo vedo solo nei peggiori incubi.

Ma, pullover a parte, stiamo busciando? Alex Gemelli Farinelli ha veramente scritto al Gran Consiglio chiedendo un dress code? Perché in fondo è solo questo che chiede. Tutte le altre cose, sanpiodapietralcina, le abbiamo già imparate a scuola. Si alza la mano, si aspetta il proprio turno, si mangia con la bocca chiusa e si sporcodia in privato. Eh sì, Alex Hermes Farinelli ha proprio chiesto questo: giacca e cravatta in Parlamento. E, in fondo, ha una sua logica. Qual è il primo posto con un dress code che vi viene in mente? Il Casinò! Un luogo in cui si partecipa a dei giochi con delle regole che impediscono di vincere. In cui il cliente perde sempre e alla fine ci guadagna la casa da gioco, che appartiene allo Stato ma non si sa bene come mai è una S.A (che l’abbia deciso il Parlamento?). È lì che si costringono i peggio pezzenti a vestirsi bene con la convinzione che la loro vita sarà migliore una volta usciti, ma alla fine ne escono spellati. Io grandi differenze con il Gran Consiglio non ne vedo. Ho quarant’anni e ripenso alle volte che ho indossato una giacca e una cravatta. Mi vengono in mente tre o quattro cerimonie e tre o quattro lavori che sono ben felice di essermi lasciato alle spalle. Alle cerimonie mi sono sbronzato senza ritegno e in quei lavori facevo cose di dubbia legalità e zero etica che arricchivano i proprietari e impoverivano lo Stato e la gente. Insomma, in giacca e cravatta non ho mai fatto niente di cui vada fiero. Le cose più belle le ho probabilmente fatte in tuta, ravanandomi il pacco e annusandomi la punta delle dita. Ma Alex Comemistaquesto Farinelli vuole che in Gran Consiglio ci si vada di tutto punto e magari con la schiena dritta dritta come fa lui, come se avesse una scopa in culo. Poi quello che si fa chissenefrega. Se poi sei pagato anche da Santésuisse, dall’associazione misuratori di risvoltini o (come nel caso di Alex Chilhamaivistounmattone Farinelli) dalla Società impresari costruttori chissenefrega. Se sei in giacca e cravatta farai sicuramente il bene del popolo. Non farai tagli lineari agli aiuti sociali da una parte e tagli fiscali alle imprese d’importazione dall’altra, perché chissà mai che un giorno assumano anche te a Ticino Moda. Sì, ve lo svelo: già da piccolo Alex Grembiulinochic Farinelli ha sempre sognato di diventare Marina Masoni e credo che nutra ancora qualche speranza.

Ma riprendiamo: se vai in Parlamento infighettato esporterai il peso di questo importante incarico sociale e pubblico anche nei consigli d’amministrazione di cui fai parte e non vice versa. Se vai in Parlamento infighettato troverai contenuti di peso per abbattere quel ciarpame che si è permesso entrasse in Parlamento negli ultimi vent’anni e non li riprendi per l’espressione in dialetto o il pullover del Max. Io penso di no! Perché caro Alex Nodoallawindsor Farinelli l’unico modo di salvarci dalla stessa feccia che né tu né io sopportiamo in Parlamento è l’istruzione, è la buona informazione, è un popolo di votanti che sappia il congiuntivo e che mandi a calci in culo Robbiani perché non lo sa e non per il pullover. Ci vuole una scuola e un’informazione che crei dei cittadini in grado di capire il valore dei loro politici: non in base a come si vestono e non in base a quanto sbraitano. E quel giorno mi metterò la cravatta, per festeggiare che dal Parlamento a calci in culo avremo mandato non solo Robbiani ma probabilmente anche te.

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