La candidatessa UDC Inge Schmid promette ai suoi elet- tori di essere “il nostro uomo per l’Appenzello Esterno”. Nella foto mostra le unghie (blu): non perché tiri fuori gli artigli ma perché è messa lì di tutto punto, compresa messa in piega, trucco e orecchini. Tutto al femminile insomma. Dice  di averlo fatto perché punta sulle proprie qualità maschili, ma soprattutto perché quando perse le elezioni la scorsa volta una giornalista aveva insinuato che “le sue esperienze di vita e di famiglia non fossero sufficienti per battere un uomo che aveva il grado maggiore”. Non chiedetemi cosa significhi la cosa del grado maggiore che io sto citando il Corriere del Ticino e questa frase non la capisco. Tant’è, sembra non sia invidia del pene (quella che costringe a cercare un bagno piuttosto che accontentarsi di un albero o di un cespuglio a lato della strada) a spingerla a candidarsi come uomo. Nemmeno dobbiamo pensare che la nostra uoma, o il nostro donno, abbia intenzione di farsi operare. Va precisato che l’idea originale è stata di Katja Suding, che nel 2015 pro- metteva di essere Unser Mann für Hamburg”. A lei andò bene e fu eletta. O eletto.

A me questa cosa lascia un tantino confusa/o. Potremmo fare una cosa per capirci: inserire il neutrale. Anzi, eliminare il maschile e il femminile e lasciare solo il neutrale, terminando ogni parola con la “u”. Anzi, con el “u”. 

Non vi trovate d’accordo? Potrei cominciare dicendo che domani prendo el trenu, gustandomi la vista del cielu guardando fuori del fine- strinu, e al di sotto el lagu, e elle seru el lunu, quando el solu è tramontatu. Magicu!

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