L’ ossessione leghista per il povero torinese assunto al centro di dialettologia lascia un po’ perplessi. Non vorremmo, ma sicuramente ci sbagliamo, che questa storia funga da cortina fumogena per far scordare alla gente le boiate che dicono per far passare coi liberali la riforma delle imprese o perché appoggiano i tagli su i noss vecc e i noss famili.

Alcune certezze ci sono: Il povero torinese, probabilmente vorrebbe scomparire immediatamente e rimpiange quando il nonno gli aveva proposto di dargli una mano nella pasticceria di famiglia a fare macarons. Mica è bello diventare una specie di bersaglio mobile per quella parte del Ticino che si fa infinocchiare dal mattino. Oh raga, questo è L’ di Torino, è piemontese, mica di Messina. Se proprio vogliamo fare i sofisticati, il dialetto piemontese è simile a quello lombardo, sono i dialetti dell’arco alpino, che si somigliano, come l’emiliano per esempio. Io infatti quando sento bestemmiare degli emiliani mi sento piacevolmente a casa.

Lo hanno preso al 60%. Non è che il centro di dialettologia ha assunto 24 piemontesi, e Lurà è rimasto ticinese, non ha chiesto la nazionalità curda. Detto questo, se il Franco ha pensato che di ticinesi ce n’erano ne avrebbe assunti. Perché non saltano fuori se ce ne sono così tanti? Ticinesi laureati in onomastica, saltate fuori!!! Perché tante storie per un tizio assunto al 60% in governo, dove la percentuale di frontalieri è ridicola, e invece cade un silenzio di tomba sui frontalieri che lavorano in ufficio dallo Zio Attilio? O da Pinoja? O da Siccardi? Si vede che questo da solo ne vale decine dei loro.

È comunque un Quadri stizzito e sull’isterico andante, quello che si scaglia sul dipartimento educazione e cultura. Lorenzo ha un’evidente turba nel constatare quanti e quali problemi crea al paese questo incredibile afflusso di torinesi nel nostro governo. Anzi, alcuni vaticinano addirittura che l’invasione piemontese sia solo all’inizio e che questo sia un secondo risorgimento. La prova sarebbero le richieste di lavoro inoltrate da un certo Cammillo Benso Conte di Cavour (non quello degli spumanti) noto risorgimentalista d’oltrefrontiera. Che l’annessione del Ticino alla vicina repubblica sia in atto? Che dicono i monarchici? Qualcuno ha sentito quel bamboccione di Emanuele Filiberto? Alcune malelingue vociferano che il Lurà abbia una zia di Novara, e che Bertoli abbia la mamma originaria della val Vigezzo. Questo spiegherebbe l’ostentato inforestieramento del dipartimento. Ci sarebbe comunque anche da indagare su Canetta e sulla collaboratrice Brasiliana che ha avuto un cachet di ben 24 giorni in RSI! Il Canetta l’anno scorso è andato in vacanza a Rio. Un caso? Non crediamo

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