Evvai! La Giornata della Memoria che commemora l’olocausto ebraico, sembra quasi concime per i funghetti con la svastica. Ogni anno, precisi precisi, saltano fuori i nazistoidi nostrani. L’anno scorso il sergente della polizia, quest’anno il gentile candidato leghista di Paradiso. Il ricco substrato ticinese col suo humus leghista, sembra favorire certe crescite, che normalmente, con l’inverno secco che abbiamo avuto, rimangono quiescenti sotto le radici dei faggi. A dire il vero un po’ un balengo qualsiasi, un ragazzotto di campagna come ce ne sono tanti. Uno dei nostri ragazzi che gli piacciono le armi (e chi di noi non ha sparato ai piccioni col flobert). Uno dei nostri giovani che è giustamente intrigato dalla grande personalità di Pablo Escobar, Re del narcotraffico con centinaia di cadaveri sul groppone e centinaia di milioni in banca. Un mito della malavita sudamericana, insomma, un po’ un Che Guevara della cocaina.

Questo qua, siamo sicuri che è un bravo ragazzo. Ha fatto il militare lui, mica come certe checche sinistre, un bravo giovinotto che goliardicamente amava fotografarsi con lo schioppo puntato e i colori di guerra impiastrati sul muso come un irochese. Uno dei nostri ragazzi che, sicuramente ignorandone il significato, posta roba antisemita, che se glielo chiedi probabilmente ti dice che l’antisemitismo è una corrente vegana o un’intolleranza alimentare. Perché diciamolo. Non bisogna preoccuparsi. Questi pischelli manco sanno cos’è una svastica. Gli piace il simbolo, il logo, come quello della Cocacola o della nike. Se gli domandi chi era Himmler ti dicono che è un cantante dei Baustelle. Hitler lo citano così alla cazzo, come citano Trump o Blocher. D’altronde anche Gobbi c’era cascato con tempo fa, quando aveva preso per E Hanson Carter. Peccati di gioventù.

Siamo onesti, se noi ai nostri tempi avessimo avuto il feisbùk, chissà le tavanate che avremmo postato: i selfi ciucchi in auto o i gavettoni alla casa dello studente, per non parlare delle feste e non fingiamo, piene di cannabis a chili che il fumo lo potevi tagliare con le cesoie della vigna, neanche col coltello. Insomma, un po’ è anche colpa dei social e dell’ingenuità di questi bravi giovini. Come dice Antonio Caggiano, capoccia della lega di Paradiso, il pischello glielo avevano presentato come un bravo ragazzo, uno che si rimbocca le maniche, un lavoratore. È per quello che probabilmente postava il cancello di Auschwitz con scritto Arbeit macht frai, che vuol poi dire che il lavoro rende liberi. Talmente liberi, che ne hanno liberati su per il camino sei milioni, mica capperi. Ecco, dunque non ce la sentiamo tanto di prendercela con sto bamboccione e coi suoi amici di cordata. Facciamo così, chiede scusa, posta una roba bella sulla shoà, tipo degli ebrei felici che cantano e ballano e ci si mette una pietra sopra. Poi si converte al cristianesimo, e rinnega Escobar e siamo a posto. E ci sprechiamo anche guarda, facciamo i fairplaysti e auguriamo buona fortuna alla wermach…alla lega di Paradiso per il prossimo rivoto, sperando che i Paradisiaci diano il giusto peso a quella che appunto, riteniamo una ragazzata da Hitler jugend.

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