A gu da dil, a sum mia tantu bon da sc’crif in dialett, e forse gnanca da parlal. Ma visc’t’ur tema o, come sa dis in ingles, ur topic che u cata fö sc’tavolta, ma sumea giüsc’t impegnam. Ra mè nona, quanche a sevi un bagaj, ra ‘g diseva sempru ar mè nonu: “fa mia ur Carlo Cudega”. R’eva un modo par dig da fa mia ur vecc. Par intendas, quel nasüt in dar milavottcent voltat indré. Inscì, quanche u lengiüt sü Liberatv ra lettra dar Oswaldo Codiga a ra Rsi, ma sum dii: “Oh Crisc’pes, ta vö pö vedé che l’è ur fiö dar Carlo Cudega?”. Sum sübit naj denta in dar Google a vedé se l’eva lü. A verdi na foto e… no. Sicürament i sarà parent, ma ur fiö a pensi propi mia. Sc’- t’Oswaldo al gà più sü da cavii. Ur Carlo invece a ga n’eva sü un bel puu fin a l’ültim, fin ar dì che i r’ha metü via, e a’gh meteva sü ur vunc (ra cudega, appunto) ar posc’t da ra brillantina. E alura ma sum metü lì a pensà: “Chi cazzo l’è sc’- t’Oswaldo Codiga?”. A l’è mia ur fiö dar Carlo Codega, a’r sarà un quai neut? O, forse, un cüsin? O, forse, a’r sarà ur fiö da’n quai cüsin che r’a spusaat na quai cüsina senza savel? Lee r’a sa ciamava Cudega, lu ar sa ciamava Codiga, e al si tücc seca süced quanche sa cupris na cüsina: i fiö i vegn mia fö tücc a tecc, o anca pesc. Ar Oswaldo, a disares, ra gh’è naja ammò ben: l’è duma gnüt fö leghisc’ta. Comunque! Migro all’italiano, perché scrivere in dialetto con una tastiera svizzera e correttore automatico m’ha già fatto partire un embolo e tra poco bestemmio (e sapete cosa succede poi con voialtri abbonati benpensanti…).

Anche perché, mi vien da dirlo sull’onda della crescente indignazione contro il Centro di dialettologia ed etnografia: il dialetto non è ‘na cosa che abbiamo nel dna solo perché siam ticinesi. Non è che uno, perché è nato a Bidogno o a Braggio, c’ha un dottorato in dialetto honoris causa e può pretendere di dire/fare/parlare quel cazzo che vuole sulle assunzioni di un centro di ricerca o sulla politica linguistica della tivù pubblica. Quindi si spera che un Codiga qualunque non diventi il vate del dialetto perché c’ha il cognome di uno che era nei proverbi, ma lo fa per il curriculum. Ed è proprio dal curriculum che ho voluto iniziare per conoscere l’Oswaldo.

Il Codiga nell’agosto 2010 è stato eletto “Ticinese del Mese” da Cooperazione (pare, in realtà, sia giunto ottavo ma, vista l’estate particolarmente torrida, i primi sette fossero in vacanza a Ca- orle). Il Codiga, anche questo potete leggere nel suo curriculum, è anche “Membro Honoris Causa a Vita” del Centro Divulgazione Arte e Poesia dell’Unione Pionieri Cultura Europea di Sutri. Che Google maps mi dice essere vicina a Viterbo, nell’Alto Lazio. Dove, si sa, uno dei passatempi preferiti è la lettura di poeti contemporanei volgari lombardi. Il Codiga è anche “Cittadino Patrizio” di Gordola, “Finalista” in numerosi “Concorsi Letterari” e, addirittura, “Premio Speciale della Giuria per la Carriera”. Poi ancora: Codiga ha vinto il “Premio al Merito Culturale” ed è stato nominato “Accademico Benemerito” dalla Universum Academy Switzeland (Ong che mira alla pace nel mondo con sede a Viganello. No, non solo la sede Switzerland, tutte le sedi. Più appropriato sarebbe, infatti, Viganellum Academy of Supercazzolam Switzerland). Infine, e nondimeno, ha vinto proprio oggi il “Premio per le Virgolette e Maiuscole Messe Ad Cazzum” visto che io le ho solo copiaincollate come le ha messe lui. Riassumendo.

Il Codiga, apprezzato autore, poeta e scrittore dialettale dai numerosi premi e riconoscimenti ricevuti in ogni angolo del globo terracqueo, ma soprattutto a Viganello e Sutri, ha preso carta e penna e ha scritto alla Rsi indignandosi per la qualità della commedia di San Silvestro e l’ha definita “una boiata pazzesca”. Di ciò ha portato le prove: in particolare le numerose telefonate che avrebbe ricevute dai membri del cast che si vergognavano per quanto fatto. Come anche alcune frasi dettegli dai passanti, roba del tipo: “Ah quanto eravate bravi. Oggi di quelle commedie non ne vediamo più”. Tutto questo per cosa? Per concludere dicendo che quando dovrà versare il canone e decidere sul No Billag, il buon Codiga penserà bene e lungamente al da farsi. Tutto ciò preso e ripreso dai portali nostrani, affamati di clic e vogliosi di infiammare il pensar comune attorno alla Rsi e al Centro di dialettologia ed etnografia (Cde). E io, meno colto e istruito del Codiga, non so proprio che dire. Perché insomma, alla luce di tutto ciò, non viene voglia anche a voi di chiudere la Rsi e il Cde e lasciare che la cultura in Ticino la facciano la Viganellum Academy of Supercazzolam e l’Unione Pionieri Cultura Europea di Sutri?

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