L’ anima sociale della Lega. È una cosa divertente. Come gli elfi della Terra di Mezzo o il Brucaliffo di Alice.

In realtà l’anima sociale della Lega, se c’era è nell’urna col Nano, e anche prima, non è che fosse chissà che. Certe strombazzate sui mila franc ai noss vecc servivano più che altro come specchione per le allodole, e qualche altro millanto distribuito dal Nano ai questuanti sapeva più di clientelismo in stile impero romano che di sociale. Vabbé, adesso, qualunque cosa fosse è li nelle fossa, una crisalide, le spoglie di un insetto abortito che non vede la luce da anni. E con il sostegno alla Riforma III e le camionate di tagli proposte e approvate in Governo, ai noss vecc, quelli che si vedranno aumentare l’aiuto domiciliare, non rimangono neanche più gli occhi per piangere.

Peccato, chi ci aveva creduto adesso, resta li un po’ perplesso. Perché nella Lega ci crede ancora, mica puoi buttare 20 anni di militanza nel cesso per qualche scivolone del tuo movimento preferito. È che gli scivoloni stanno diventando un po’ tanti anche per il leghista medio, che non è proprio un monaco buddista. Quando girano girano e oltre a doversi digerire le tasse e gli aumenti proposti dai ministri, oggi si trovano come oche da foie gras a farsi ingozzare pure coi tagli e sgravi fiscali ai ricchi.

Che brutta la vita. Perché la Lega è come la squadra, non si tradisce, e allora si inghiotte amaro. Ma quando è la squadra a tradire te, come la mettiamo?

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