È un Gobbi rammaricato, quello che troviamo seduto sugli scalini del palazzo governativo mentre guarda sconsolato nel vuoto. Si riscuote quando o apostrofiamo e ci concede un pallido sorriso. Gli diamo una mano per rialzarsi, e dopo molti sforzi ed essere finiti con lui nell’aiuola all’entrata, riusciamo a sollevare il voluminoso Consigliere di Stato, che spolverandosi la giacca ci ringrazia.

Diavolo: “Allora ministro Gobbi, sta storia del burka non è andata come speravate?”

Gobbi: “ Eh no, giuro che non so spiegarmelo, mi chiedo dove si siano nascoste tutte quelle donne intabarrate, e si che è difficile che passino inosservate, probabilmente sono i mariti che le tengono chiuse in casa. Abbiamo anche sguinzagliato Ghiringhelli insieme alle pattuglie ma niente, e si che lui ha fiuto.

D: “In effetti, 6 procedure su 6 mesi, compresa la Illy che a Locarno si era fatta pizzicare apposta… non è che siano tante. Insomma, il Ticino non è pieno di donne velate.”

G: “Eh già, inutile nascondersi dietro un dito, seppur cicciotto come il mio (ridacchia NdR) una multa al mese è pochino, se penso poi che nel frattempo abbiamo blindato 250 pericolosissimi accattoni…”

D: “Pericolosissimi ci sembra esagerato…”

 G: Eh? Ma li ha mai ascoltati lei quegli gnomi peruviani? Come cantano? Ti fanno venire la diarrea! Ma possibile che in Perù o Indiolandia da dove vengono non gli facciano dei corsi di musica? Faccio un piacere alle orecchie dei ticinesi faccio!” D: “E 36 animali vaganti”

G: Questi si che è una soddisfazione, come sa sono uomo di valle, e so cosa vuol dire perdere un pregiato capo di bestiame. Noi li riportiamo al legittimo proprietario”

D: Sì, ma gli fate pagare la multa”

 G: “Ah si? Non lo sapevo.”

 D: Ma le fa lei le leggi!”

G: “ Sì, ma mica posso vedere tutti i dettagli”. D: E adesso cosa farete?”

G: “ Beh, aspettiamo il carnevale per fare un bilancio definitivo, speriamo che con tutta quella gente in maschera, ‘ste burquiste prendano coraggio e mettano fuori il naso, così da poterle multare. Insomma, la speranza è che prese dall’euforia carnevalesca non si ricordino delle sanzioni.”

D: “ Ma il carnevale non è una festa musulmana!”

G: “ No? Mi hanno giurato che anche loro fanno il Rabadan, adesso mi sentono…” Il pingue ministro si allontana sculettando, assorto, con il telefono all’orecchio ed entra a Palazzo governativo. Nel frattempo, una comitiva di donne quatariote in niquab, attraversa la strada e ridacchia ammirando la piazza del governo. Appena svoltano l’angolo, il ministro riesce dal portone a vetri e ci apostrofa

G: “Ah, scusate, che maleducato!  …Avete ancora bisogno di me o siete a posto così?”

 

D: “No ministro Gobbi, a posto così, grazie! Buona giornata!”

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