Patrizia Ramsauer vuole sapere dove va a finire tutta la plastica che rende le balle di fieno del tutto simili a delle mozzarellone abbandonate sui campi. E anche io lo voglio sapere! Soprattutto vorrei essere sicura che si tratti davvero di balle di fieno e non di mozzarellone, perché nel secondo caso potrei occuparmi io dello smaltimento. Io sono totalmente d’accordo con lei su come si stava meglio quando si stava peggio e le balle erano tenute insieme dagli spaghi. Il fieno non era costretto nella plastica a marcire. Gli insetti potevano fuggire, mentre ora si ritrovano a soffocare nel pattume. E appunto, dove se ne va tutto questo pattume? Il Consiglio di stato, come riportato da Ticinonews, risponde all’interrogazione parlamentare spiegando che “le plastiche in polietilene (PE) che avvolgono le balle di fieno (o rotoballe) vengono, nella maggioranza dei casi, consegnate alle imprese di smaltimento rifiuti operanti in Ticino che in seguito le inviano a ditte di riciclaggio ubicate fuori Cantone.” “Nel caso non fossero sufficientemente pulite, queste plastiche vengo consegnate al termovalorizzatore dei rifiuti dell’Azienda Cantonale dei Rifiuti (ACR) a Giubiasco” scrive ancora il Consiglio di Stato. “Altre vie di smaltimento possibili sono la riconsegna presso gli stessi fornitori oppure presso ditte di smaltimento operanti oltre Gottardo (per esempio la MBR Recycpac nel Canton Turgovia o la Maschinenring nel Canton Grigioni) che mettono a disposizioni appositi big-bags per la raccolta.”

Noi diavoli si tende ad essere poco poetici e temiamo che la verità sia proprio che nella maggioranza dei casi le plastiche delle balle finiscano al termovalorizzatore perché “non sufficientemente pulite”. Infatti è conosciutissima nell’agricoltura la figura del lavatore della plastica delle rotoballe. Ringraziamo sentitamente Patrizia Ramsauer per la sua sensibilità in campo ecologico e per aver arricchito il nostro vocabolario di una nuova parola: come abbiamo potuto vivere sino ad oggi senza conoscere il termine “rotoballa”? Polveri fini Per non abbandonare il tema schifezze parliamo anche delle polveri fini. Ci sembra immane lo sforzo di impedire la circolazione delle auto a Diesel. Davvero. Una cosa da non credere, un atto coraggiosissssssimo, che peraltro non ha mancato di far becerare imbecillità sui social. Sui social, infatti, sono subito apparsi i frontalieri più colpevoli di noi dell’inquinamento: non la cattiva gestione del servizio pubblico e i suoi prezzi eccessivi. Non il fatto che dopo le otto di sera se ci si trova fuori città chi non ha un cavallo o una bici può contare solo sull’automobile. E sicuramente non il fatto che le automobili costituiscano solamente il 20% dei fattori di inquinamento.

Secondo me è una buona tattica: ti fa sentire in colpa e con ciò il problema può essere risolto, mica bisogna andare a disturbare i grandi produttori di inquinamento. Che se menano le tolle e delocalizzano andando ad inquinare in Romania poi come facciamo… ci sentiamo in colpa anche nei loro confronti perché muoiono al posto nostro?

(Visited 13 times, 1 visits today)