La vera pornografia è l’esercizio del potere
Rocco Siffredi

Beltramonella è una governante molto particolare, a coté delle spolverate, delle ramazzate e del rigoverno della casa, aggiunge volentieri prestazioni poco consone al suo ruolo. Appassionata di social, intrattiene relazioni virtuali con migliaia di uomini arrapati e sostiene le sue tresche con montagne di menzogne che si affastellano l’una all’altra. Naturalmente, come dicevamo, lo stato di casa ne risente e, soprattutto la polvere, si accumula. Il padrone si accorge di questa sua latitanza e la affronta perentorio. Beltramonella, se la cava con i suoi celeberrimi sorrisi e dopo averlo irretito grazie alle sue qualità amatorie, lo lascia con un palmo di naso. Questa la trama di una delle più conosciute ed apprezzate commedie all’italiana di genere erotico, e non sfigura accanto a veri cult del genere, come “l’Insegnante viene in classe” con Edwige Fenech o “L’infermiera di notte” con Gloria Guida. In questa pellicola del 2017, anche se all’inizio il tema può sembrare leggero e faceto, non è scevro di una sua amara morale.

Se infatti leggiamo metaforicamente la casa come una regione e la domestica procace come una governante reale, e cioè una ministra, ne riscontriamo la disillusione di una società ormai abituata al malgoverno come a risposte inadatte al suo progredire. La seduzione del padrone, si traduce così nel farsi gioco di quello che è il padrone metaforico, e cioè il popolo sovrano, che poi così tanto sovrano non è. Una commedia dai toni dolceamari ma carica di un umorismo sì a volte grasso e triviale, ma anche intelligente e sottile.

Una superba interpretazione di Paulette Beltramine, regina del genere che ha rilevato lo scettro da Edwige Fenech senza farci rimpiangere l’attrice francese, cosa che sembrava impossibile. Una capacità di recitazione, dove la Beltramine fa dell’essere astutamente sciocca, un’arte. Solo Marilyn Monroe, e non temiamo il paragone, riuscì nell’intento di piegare la sua intelligenza al ruolo di una svampita sexy, passando così alla storia. Paulette diventerà un’icona di genere? Beh, teniamola d’occhio, noi ne siamo praticamente certi!

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