Nonostante l’entrata in vigore della legge che vieta la dissimulazione del volto, in Ticino prosegue l’emergenza burqa. La grande ondata di burqa in arrivo dall’Africa e dall’Asia, infatti, ha messo in allarme gli esperti, che hanno previsto per i prossimi giorni un aumento vertiginoso del numero di veli con punte di niqab nel weekend. Per gli studiosi, il 2016 è stato l’anno con più burqa di sempre, a testimonianza del surriscaldamento globale degli animi: mai, in precedenza, l’atmosfera era stata così pesante. Nel corso della conferenza sul burqa di Lugano, organizzata a pochi mesi di distanza dagli accordi di Bellinzona che hanno promosso la legge antiburqa, è stato rilevato che la diffusione dei burqa nel Canton Ticino rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’uomo sulla Terra: si calcola che entro il 2030 solo in Val Bedretto ci saranno più di dieci miliardi di burqa. E a risentirne sarà anche l’economia, in particolare il settore agro-alimentare: se una donna indossa il burqa, come fa a mangiare? Ecco perché è allo studio un piano di prevenzione contro l’innalzamento della quantità di burqa: è stato predisposto un numero di pubblica utilità che fornisce raccomandazioni su come reagire in presenza di un burqa, con volontari disponibili a spiegare alla cittadinanza perché troppi burqa rappresentano un pericolo per la salute, specialmente tra le persone che hanno una capacità di comprensione ridotta e intelligenza limitata. Sono a rischio soprattutto i soggetti con cervelli non autosufficienti e quelli che si chiamano Norman.

A preoccupare, oltre ai burqa reali, sono i burqa percepiti. L’allerta è massima, e per questo da giorni i tg e i quotidiani ripetono ormai i classici consigli: non uscire nelle ore centrali della giornata per evitare di incontrare donne con il burqa, mangiare tanta frutta e verdura ma non carne di maiale, bere molta acqua ma non alcolici, indossare vestiti che lasciano traspirare il sudore e non nascondono il volto. Viene suggerito, inoltre, di favorire il ricircolo di aria (potrebbe far volare via i burqa) e oscurare le finestre che di giorno sono orientate verso il sole, per favorire l’oscurantismo. Tali raccomandazioni devono essere seguite in modo particolare dagli anziani, dai cardiopatici e dai leghisti. Numerose amministrazioni locali, nel frattempo, hanno attivato un numero verde per segnalare le donne col velo e, per sicurezza, hanno deciso di mettere fuori legge la carta igienica a doppio velo, i velocipedi, la carta velina, i velivoli, i velociraptor, i velodromi e i velisti. Nella sola giornata di ieri, a Chiasso sono state più di 100 le richieste di intervento da parte di cittadini che hanno segnalato la presenza di burqa in giro per le strade. A questo proposito, le forze dell’ordine raccomandano a chi dovesse imbattersi in un burqa di non avvicinarsi troppo e di non provare a farsi giustizia da soli: i burqa potrebbero reagire in maniera imprevedibile o addirittura mordere.

Infine, un ultimo consiglio: non lasciare mai un animale o una persona in una macchina parcheggiata al sole, perché potrebbero vedere un burqa passare per strada.

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