Nel vortice dello scandalo dei permessi, un’altra tegola si abbatte sul Dipartimento delle Istituzioni a rendere ancora più complicate le giornate del Consigliere di Stato Norman Gobbi. Stando alle nostre fonti, sembra che Norman Gobbi abbia commesso l’errore di assumere un cuoco vegano per la mensa del Dipartimento: amara è stata la sorpresa quando, apprestandosi a consumare la tradizionale cassöla del giovedi, piatto di cui è un grande estimatore, il Consigliere di Stato si sia ritrovato nel piatto, insieme alla verza e alle altre verdure, non le corpose cotenne, nè le gustose costine o i coriacei piedini, ma bensì dei blocchi di tofu e seitan modellati a medesima guisa. Immediata è stata la reazione di Gobbi, che ha licenziato seduta stante l’incauto cuoco, per poi rifugiarsi a consolarsi dal dispiacere presso il grotto di Nonno Peppe Il Lozzo, in Val Morobbia. Gobbi finalmente satollo ha poi così commentato: “Sono furioso, è stato un errore assumere un cuoco vegano, e comunque quando è stato assunto mangiava braciole e costine, si è convertito dopo”. In effetti, pare che il cuoco, tale Gennaro Scannapucceddu, oriundo Sardo recentemente naturalizzato, fosse stato precedentemente carnivoro, oltre che spacciatore di insaccati sardi quali il “giambonu de peguru” o “u culo de porcu in salamoia”. Lo Scannapucceddo si sarebbe convertito al veganesimo nel corso di una torbida relazione con una esponente patrizia ticinese de I verdi. La relazione, con risvolti sadomaso, anche se i sexy toys erano rigorosamente in canapa e fibre d’agave, avrebbe spinto il cuoco all’insano gesto. Gennaro avrebbe così, all’insaputa del ministro, creato una rete di contrabbando con dei colleghi del dipartimento simpatizzanti della causa vegana-animalista concernente quintali di panetti di tofu, muscolo di grano e farro liofilizzato. Per addirittura che in alcuni passaggi, fossero coinvolte le deputate Ramsauer e Aldi, inviperite per il risulatto della recente votazione. Putroppo gli incresciosi fatti vengono alla luce solo ora, anche se già nel 2014, dei gourmet di fourchette verte avevano già avvisato il ministro che le cotolette impanate avevano un gusto strano, e l’osso delle braciole sembvrava sintetico. Da gastrosuisse intanto, si levano perentorie richieste di dimissioni, la lega risponde picche e ribatte sul Mattino dela domenica: “ Basta con questo giustizialismo alimentare a due velocità! E quando Bertoli mangiava i brioccoli stranamente nessuno diceva niente eh?”. Il DSS tace imbarazzato, consapevole della passione di Bertoli per la famiglia delle crucifere, e segnatamente, oltre ai broccoli, dei cavoletti di bruxelles e del cavolfiore. Ciò, oltre a infastidire i leghisti, rende pesante l’aria al DSS, essendo il ministro un po’ debole di intestino e dedito a sporadiche scariche di flatulenze letali, che hanno portato più volte al ricovero dei suoi collaboratori, al punto che nei corridoi, si parla sempre più insistentemente di scorreggiagate.

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