Quello che c’è di scandaloso nello scandalo, è che ci vi si abitua.
Simone de Beauvoir

Povero Gobbi, attaccato da tutto e tuti, ha fatto un tonfo epocale e a raccoglierne la poltiglia, il procuratore Perugini, che dirige l’inchiesta su Permessopoli. Il vero scivolone però, è sicuramente l’infelice uscita di getto, e proprio per questo ancor più grave, noi confronti del dipendente italiano. “Non avremmo dovuto assumere un italiano” è proprio quell’amarezza che fa pensare, “ecco, lo sapevo che prima o poi mi fregava”, vedendo così confermati i tuoi tristi pregiudizi. Una roba da vallerano razzistello, diciamolo, perché è quello che è rimasto gobbi, un provincialotto che vede ogni cosa di diverso come un pericolo per il suo gregge di capre. Ha ragione il Corriere quando dice che forse ci si sarebbe aspetto un po’ più di sangue freddo dal panzuto ministro.

Certo, l’Italia è malaffare, camorra, mafia, ‘ndrangheta, corruzione e scandali. Ma è anche cultura, intelligenza, fantasia e capacità di fare. Insomma, un po’ ci si può riconoscere. Perché ora darò un colpo a Gobbi. Norman, siamo italiani anche noi, non so se ti sei accorto. Anche se fai finta di fare la lotta svizzera, per quelli dall’altra rimani un cincali. Un grosso, grasso e poco simpatico cincali. E con le figuracce di merda che ci ha fatto fare la lega in questi anni, siamo ormai, tutti i ticinesi, relegate poco più che al ruolo di comparse ridicole di un teatro malandato e vetusto. Oggi, grazie alle tue boutades, il clima si è incarognito ancora di più. I tuoi ti sostengono, non sanno bene nemmeno loro perché, ignari che siamo circondati per tre lati da un’iItalia che grazie anche a te comincia a detestarci e dal quarto lato, da dei confederati che rimpiangono i baliaggi, quando erano loro a farci correre come soldatini.

Norman, ma che minchia di Ticino vuoi? Uno sfascio di rovine sulle quali ergerti a imperatore? L’imperatore dei ratti? Il re della distruzione? Il signore di Mordor? Per favore Norman, sta fermo e zitto. Lascia lavorare i tuoi funzionari, tanto se ci sei o non ci sei non cambia un fico secco. Lascia un po’ di respiro a questo povero cantone, sperando che riesca a risollevarsi nonostante il tuo peso

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