“Non sapevo di essere direttore” sbarca sulle nostre reti. Chi si lamenta con la RSI, di non essere all’altezza con altre grandi major della telecomunicazione, deve oggi ricrederesi. Il nostro ente radiotelevisivo si getta senza paura nel rischioso settore dei reality show con “Non sapevo di essere direttore”. Il Nel solco di “Boss in incognito”, ispirato a undercover Boss dove un manager si nascondeva travestito tra i suoi dipendenti, una geniale metodo di scoprire i fannulloni per poi licenziarli, sbarca questo originale format, tutto targato RSI, da un idea originale di Maristella Polli, Gianni Righinetti e Paolo Pamini. L’idea di fondo del Reality è la seguente: A condurre sarà Norman Gobbi, capo del DI (non si sa ancora per quanto). Norman si recherà presso ditte ed enti pubblici ticinesi cercando i direttori più inetti. Naturalmente, il nostro Norman sarà travestito da consulente aziendale. E per non far scoprire subito le brave costumiste della RSI, hanno già provveduto a trucco e parrucco per renderlo irriconoscibile. La suspence narrativa, sta nel fatto che Norman si renda conto quanto sia facile e probabile essere degli incapaci e si senta così meno solo nella sua triste battaglia contro i permessi facili. A fare da vallette in studio, durante le dirette , Christian Vitta e Paolo Beltraminelli, per l’occasione abbigliati da operai metalmeccanici. Il clou del reality, appunto , saranno le dirette, dove passeranno in video dei montaggi di dialoghi tra il paffuto conduttore e i manager. Questi ultimi si confideranno, spiegando a Norman tutti i loro dubbi, le incertezze e le motivazioni che li rendono dei perfetti imbecilli. Il lato umano e la vicinanza con la gente, dovuto a questo escamotage, ci faranno capire quanto sia immeritato il ruolo che certe persone ricoprono arricchendosi sulla nostra pelle. Per alleggerrire il tutto ed ammortizzarne i costi, l’OSI si esibirà in simpatici stacchetti, su temi di Rachmaninov e Cimberlesky. Per non tediare troppo il pubblico, gli orchestrali si esibiranno in mutande, stando a rappresentare metaforicamente la condizione dei ticinesi. Pare che il format sia già stato richiesto da più parti, non però dalla vicina e amica penisola, che pare abbia risposto picche. Il delegato RAI avrebbe dichiarato: “sarebbe uno sbaglio assumere un format svizzero”. Stessa risposta da parte di mediaset anche se in modo meno formale: “Uh uh, ghe scià ul Gobbi!” pare abbia risposto Piersilvio Berlusconi, celiando coi colleghi. Insomma, siamo di certo curiosi di vedere le prime puntate, e siamo grati alla RSI, anche perché avevamo le gonadi grattuggiate coome tartufi d’alba a furia di vedere quiz, al punto che Marco di Gioia e Federico Soldati, ci aveano distrutto più reti neuronali di quello che riescono a fare la cannabis mischiata al rum Habanero

(Visited 59 times, 1 visits today)