Norman, grande appassionato di cucina e adoratore della carne suina (ricordiamo a tal proposito un’aulica filippica in favore del porcello scritta tempo fa dal ministtro) sembrerebbe, secondo i bene informati, essersi messo a dieta. Noi siamo seriamente preoccupati perché epiteti poco politically correct come cicciopalla o cicciobello ci piacevano molto.

Le ricette di Norman son un po’ indigeste. D’altronde il suo amore, la cucina tradizionale ticinese, scevra da contaminazioni etniche di sorta, non è proprio leggera.

Il valzer dei grassi saturi e della ciccia impera in un tripudio di salami, cotechini, luganighe e bolliti.

Meno divertiti sono gli italiani, che vengono regolarmente sviliti dal Ministro: certificati penali, chiusura dei valichi, velati insulti, finiscono per rendere tiratelli i rapporti con gli amici di oltre frontiera. E ora anche la diplomazia italica sembra muoversi, un po’ scocciata dall’ardore anti italiano del ministro leghista. Per lui gli unici italiani buoni sono gli amici della Lega Nord, quella che difende i frontalieri, ma tant’è, la coerenza e la Lega sono due poli magnetici che si respingono.

L’unica cosa è sperare che il ministro sappia, con un vago guizzo di intelligenza, ricucire il lasagnagraben che si sta creando, perché tra i balivi da una parte e la Fallitalia dall’altra ci stiamo isolando non poco. Il bene del Ticino non è certo nello sfanculare tutti a destra e a sinistra, sennò, come per i bambini, alla fine rischi di restare solo a ricreazione seduto sui gradini perché nessuno vuole giocare con  te. E alla fine resti lì a mangiare la tua merendina fissando gli altri che giocano a calcio, e anche se quello che mangi è succoso il suo sapore diventerà sempre più amaro.

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