Quando Alberto Siccardi ha deciso di mettere a disposizione 600 franchi per chi fosse stato in grado di raccogliere 200 firme per richiedere il referendum finanziario, il direttore del Diavolo ha subito acquistato due Lamborghini, un appartamento a Nizza e uno chalet a Gstaad. “Ho fatto i calcoli – ci ha annunciato entrando tutto gaudente in redazione – e ho verificato che in un minuto riesco a scrivere la mia firma sei volte. Quindi sono 360 firme in un’ora. Firmando per cinque ore al giorno, arrivo a 1.800 firme al giorno, che sono 5.400 franchi. È fantastico, diventerò ricco in pochissimo tempo”. Grande è stata la sua sorpresa quando gli abbiamo spiegato che le firme dovevano essere di persone diverse: in ogni caso da adesso in poi passerà comunque il resto dei suoi giorni a firmare, ma si tratterà di cambiali.

Per aiutarlo, però, abbiamo deciso di scendere in strada in prima persona, per provare a guadagnare i 600 franchi promessi per la raccolta di duecento firme.

“Buongiorno, signora! Vuole firmare per l’introduzione del referendum finanziario obbligatorio?”.
“No, non ho bisogno di niente, grazie, sono a posto così”.
“No, signora, non voglio venderle niente, le chiedo solo una firma per un’iniziativa politica”.
“Sì, sì, lo so io cosa fate. Anche l’ultima volta era solo una firma, e poi mi sono ritrovata a casa dodici enciclopedie, un aspirapolvere e tre negri”.
“D’accordo, signora, ma le ripeto che in questo caso…”.
“Che poi l’aspirapolvere la uso e con i negri ci divertiamo, ma mi vuole dire lei che cosa me ne faccio delle enciclopedie?”.
“Signora, la prego, mi ascolti: qui si tratta solo di un referendum finanziario che deve…”.
“E comunque è proprio vero quello che si dice dei negri, pensavo fossero solo leggende, e invece…”.
“L’obiettivo è quello di far votare i cittadini sulle spese cantonali”.
“All’inizio non ero molto convinta, pensavo potesse farmi male, sa?”.
“Del comitato promotore fanno parte Alberto Siccardi e Sergio Morisoli”.
“E in effetti le prime volte sentivo un forte bruciore, ma poi mi hanno spiegato che è tutta questione di abitudine”.
“In pratica voteremmo sugli aumenti di spesa”.
“Oh, finché non provi non sai cosa ti perdi, adesso non riesco più a stare senza”.
“Il fatto è che i conti del Cantone non tornano”.
“Pensate che ho consigliato anche a mia figlia di provare. All’inizio mi ha guardato con una faccia strana, pensava che fossi impazzita”.
“Il debito pubblico, i buchi annuali, cifre spaventose”.
“Ma le ho detto: prova! Poi magari fai provare anche a tuo marito, piace anche a lui e scoprite una cosa nuova”.
“…gli esercizi contabili, i deficit…”.
“D’altra parte siamo nel Duemila, non è che possiamo sempre farci spaventare dalle cose strane. Oh, sa che le dico? Ha provato pure lei e adesso non riesce più a fermarsi”.
“Gli avanzi di esercizio, il federalismo fiscale, le analisi finanziarie”.
“Non c’è niente da fare, la cucina dei negri è davvero buona. Saranno le spezie, boh”.
“Ed è uno strumento di disciplina finanziaria”.
“Sì, sì, va bene, mi ha convinto, dov’è che devo firmare?”.
“Qui, signora, prego. Grazie molte”.
“A voi. Arrivederci”.
“Buona giornata”.
“Ah, a proposito: quand’è che me li mandate a casa, i negri che ho appena comprato?”.

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