Vince Bello Figo, che riesce dove hanno fallito le Black Panthers, il Black Power e tutte quelle robe lì. Lui che è nero, lui che è il problema, riesce a far litigare i bianchi. E come? Sparando cazzate, cantando i pregiudizi che i bianchi hanno su quelli come lui. Lui si scopa le fighe bianche, non lavora, non paga affitto e gli danno anche dei soldi.

La destra italiana, e di riflesso anche qualche babbuino da noi, si incazza da bava alla bocca: “Eccoooo! È quello che abbiamo sempre deettoooo!!! Vedete??!?!”

Poverini. Ma poverini anche noi, che saliamo sulle barricate non per uno che fa discorsi seri o politici, ma per uno che strilla dal palco che mangia la pasta col tonno. La mascheriamo da diritti civili, ok, ci sta, anche se per noi il problema, più che difendere Bello Figo, che riteniamo un emerito babbeo, è dare addosso ai nazisti. Perché ci fa stare bene, ci fa sentire utili.

Perché il nostro è un riflesso condizionato come quello dei nazi dall’altra parte. Topi di Pavlov abituati a reagire in un certo modo. Loro a Bello Figo, noi a loro. Ora, non che non si debba reagire, ci mancherebbe, ma si può cercare di non essere topi, di alzarsi sule zampe e guardare oltre i bordi del labirinto, di vedere il cielo, di riscoprire fantasia e umorismo e reagire di conseguenza.

Bisogna smettere di ragionare a schemi perché se no questi schemi non li romperemo mai. Invece di essere pietre che si infrangono su muri, dovremmo essere acqua che scorre, si infiltra e sommerge tutto lentamente, con serenità. E alla fine rimanga solo un placido lago che raccoglie i riflessi del sole.

Che cazzate eh? Ascoltiamo Bello figo, lui si che ha capito tutto. Mangiamoci una pasta col tonno, mentre assistiamo a questa lotta epocale.

  “Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” 

Malcom X

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