Che bello, in un Ticino asfittico, dove tutti si lamentano sempre che tutto va in mona, vedere finalmente qualcosa che aumenta riscalda il cuore e fa sperare in un futuro perlomeno diverso. Perché le persone in assistenza l’anno scorso sono arrivate praticamente a quota 900! Siii! 900 spiantati, squattrinati, gente senza arte ne parte che ci portiamo sul gobbo e che si aggiungono alle migliaia già presenti.

Peccato, si sarebbe potuto arrivare tranquillamente a 1000, ma evidentemente non c’è stata la volontà politica. La solita storia, siamo bravi, ma quando c’è da fare quello sforzino in più caschiamo sempre.

Peccato, ci riproveremo l’anno prossimo, con le premesse che abbiamo non è così peregrina l’ipotesi di riuscire in questo benedetto record.

Ma ci sono altri motivi per andare fieri. I Ticinesi a rischio di povertà sono il 31%, signori! Quasi un ticinese su 3!! E come si calcola? Semplice: in base al reddito mediano equivalente. Cioè il reddito medio in Svizzera. Se prendi meno del 60% di quel reddito sei a rischio di povertà.

Avere le pezze al culo è ormai lo sport cantonale, dove bagnamo il naso a regioni blasonate come quelle dell’arco lemanico o della Svizzera Orientale. Pensate che Zurigo arriva appena al 10%! Ah ah ah! 10 % a rischio di povertà! Che pippe! E non vogliamo nemmeno andare a vedere le statistiche di Zugo, chissà che scamorze quelli, secondo noi non arrivano neanche a un 2,3%. E se li tengono stretti quei poveri, perché sono una rarità.

Certo che il lavoro è stato duro. Anni di sacrifici, di allenamenti, di ignavia politica non sono stati facili, abbiamo dimostrato però di avere una volontà di ferro nell’autodistruggerci, creando misure assurde e interpellanze inutili che hanno contribuito non poco a questo magnifico risultato. Questi sforzi hanno infatti finalmente dato i loro frutti, permettendo al Ticino di essere una regione con il 30% di poveri a rischio e 8’000 persone in assistenza.

Il ministro Vitta, particolarmente soddisfatto, ha già interloquito con il centro sportivo di Tenero per creare delle squadre di poveracci d’élite, in grado di competere anche con le più blasonate  compagini brasiliane, congolesi o del Bangladesh.

Il polo sportivo d’eccellenza s’è già messo al lavoro per trovare nuovi e giovani talenti che vivano in situazioni disagiate o al limite. Sarà titolo preferenziale avere una famiglia monoparentale o avere subito dei maltrattamenti o degli abusi. Perciò fatevi sotto giovani miserabili ticinesi il futuro non è per forza così grigio come immaginate, può essere anche peggio.

 

 

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