C’è un certo disagio a sinistra, nel dover difendere il rapper Bello figo, che già definirlo rapper è perlomeno coraggioso. C’è chi dice che prende in giro, chi dice che è già oltre, che è espressione nietzschiana del disagio della società moderna, chi, più prosaicamente lo definisce un pirlotto.

Ma il punto non è questo. Il povero Bello Figo fa in fondo parte del meraviglioso Circo Barnum delle discoteche, di quell’accozzaglia di freak che non fanno le ospitate perché sanno cantare o suonare ma perché sono talmente disagevoli e stranianti  da dare qualche brivido. Proprio come una volta la donna barbuta o l’uomo con tre gambe.

Prendersela con Bello Figo perché secondo alcuni provoca è come prendersela con una pornostar perché tromba. Che poi nel circo ci sono anche le pornostar. È recente un’alzata di scudi per Malena, ultima cocca di Rocco in una discoteca nostrana. Roba che non si scandalizza più nemmeno mia nonna, ma tant’è.

A fare parte del circo anche i pirloni del volantino. Perché quelli sono dei freak intessuti nella società, che vivono ai margini. Anche loro, porelli, a loro modo disadattati. E con Bello Figo (insieme a lui, non contro) sono riusciti ad avere i loro 5 minuti di gloria.

Perché il pubblico scemo è poi sempre lo stesso, e siamo noi. Disposti ad eccitarci per Bello Figo, per la pornostar, per l’uomo serpente e per due cretinetti che mettono un volantino e fanno i nazisti da operetta. Come sono serio, dovrei invece immaginarmeli ‘sti ragazzi, quelli ripresi dalle telecamere del WKND, mentre, col cagotto incipiente si apprestano a fare una delle operazioni più politicamente pregnanti della loro vita.

Due figure nerovestite si avvicinano nottetempo alla discoteca WKND, il loro passo felpato si confonde coi fruscii della città, il loro sguardo sfuggente esplora gli anfratti bui scandagliando angoli e rientranze:

 

Nazi1: Piano camerata, è tardi ma possono vederci

Nazi2: Giampi, perché mi chiami camerata?

N1: per mantenere un tono Kevin, un cazzo di tono.

N2: non ti arrabbiare ca…camerata.

N1: uff, vedi che ci riesci?

N2: scusa, ma se ci chiamiamo tutti camerata, non è che poi rischiamo di confonderci tra di noi?

N1: Fammi pensare… quanti  siamo?

N2: 2

N1: E se io parlo, e ci siamo solo noi due, a chi mi rivolgo?

N2: a me penso…ooooh..cazzo! Ecco perché sei il capo!

N1: (sorridendo compiaciuto sotto il passamontagna) In effetti le qualità del leader non crescono sotto i cavoli. Allora, passami il volantino

N2: (nel buio un fruscio di carta) eccolo qui, un po’ spiegazzato…

N1: fa niente, poi lo stiriamo quando lo attacchiamo. Scotch…

N2: ho la colla

N1 Che colla?

N2: la stick. Quella che giri sotto e spunta come un rossetto e…

N1: (gelido) so cos’è una colla stick.

N1: e pensi, pezzo di cretino, che riusciamo ad attaccare il volantino su un muro con la colla stick?

N2: eehh…quella c’avevo. L’ho preso dall’astuccio della mia sorellin…

N1: (sempre più gelido) Non ti metto le mani addosso perché sono cose da buzzurri fascisti e noi non ci abbassiamo a questi livelli. Mi spiace solo di non avere portato la mia Luger o ti avrei freddato sul posto. Procurati immediatamente dello scotch da pacco o sarai ricordato negli annali della nuova destra con vergogna ed igniominia nei secoli a venire.

N2: (corre via singhiozzando in preda al panico)

Un rumore leggero, un colpo di tosse e una vocina acuta nel buio:

Voce: teh, tipo, c’hai da accendere?

N1: (con grande autocontrollo, si volta e accende uno zippo) Certo, ecco…

Alla luce dello zippo, un piccolo africano di un metro e mezzo, col cavallo dei pantaloni alle ginocchia, gli occhialini e lo sguardo addormentato.

 

N1: Dove ti ho già visto?

Omino: forse sui manifesti della discoteca.

N1: Mmmh …sei?

Omino: Bello Figo.

N1: B…Bello Figo?

Omino. Si, prima mi chiamavo Gucci Boy, ma poi quelli della Gucci mi hanno rotto le balle.

N1: bastardi

Omino: puoi dirlo forte fratello. Non puoi più fare niente al giorno d’oggi, la gente non ti capisce, ti emarginano, ti trattano come uno scemo

N1: Verissimo!

Omino: e tu in fondo vuoi solo raccontare te stesso, il tuo disagio, vorresti solo il posto che ti spetta in questa società.

N1: È esattamente quello che dico sempre io!

 

Nel frattempo N2 arriva trafelato e sudato con un rotolo di scotch marrone.

 

N2: ecco Giam…camerata, lo sc…

N1: Cazzo vuoi imbecille! Non vedi che sto parlando?

Omino: ciao bro.

N2: (sbarrando gli occhi) Giamp…camerata, ma questo è…

N1: il mio amico Bello Figo, uno che ha molto più cervello di te, pezzo di cerebroleso. Torna a casa e attendi nuovi ordini.

N2: Ma e i volan..

N1: (talmente gelido che anche Bello Figo ha un brivido e si guarda attorno per capire da dove è arrivata improvvisamente quella folata polare). Vai a casa. Subito. È un ordine.

N2: (sbiancando)Certo camerata.

N1: (avvolgendo il braccio intorno alle spalle di bello figo) Mi approfondisci un po’ quella storia del disagio? E se facessimo una cosa a due? Una roba un po’ più politica? Ci chiamiamo lo ying e lo yang, ti piace?

Omino: No, è da loser, meglio le seghe bicolori.

N1: (mentre si allontanano verso il centro) le seghe bicolori? Mmmh, può starci…da l’idea di ribellione, di protesta

Omino: di seghe

N1: appunto. Io e te faremo strada.

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